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	<title>lessismore &#8211; Stefania Fierli</title>
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		<title>Information Overloading ovvero del saper assaggiare con gusto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefania Fierli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Oct 2021 14:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
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<p class="has-drop-cap">Nei nostri tempi tecnologici e digitali siamo investiti e attraversati continuamente da una ridda di informazioni con una metodologia che usa link che rimandano ad altri riferimenti, in un processo potenzialmente infinito. Si tratta di una vera e propria <strong>indigestione di informazioni</strong> che crea un effetto di <strong>saturazione</strong> per la nostra mente, arrivando a oberarla di un <strong>sovraccarico cognitivo</strong> che non aiuta, perché lascia frastornati, impedisce l&#8217;efficacia e inibisce la creatività.</p>



<p></p>



<h2><strong>L’attenzione</strong></h2>



<p>I processi del pensiero hanno un procedere che va dall&#8217;analitico al sintetico e questo ci consente di gestire le <strong>informazioni</strong> e trasformarle in <strong>significati</strong>. Attraverso l&#8217;<strong>attenzione </strong>si&nbsp;mettono in moto meccanismi come la <strong>semplificazione </strong>e la <strong>focalizzazione</strong> proprio per evitare la paralisi davanti al fatto che la nostra mente resta sempre aggrappata all&#8217;informazione più recente ricevuta.</p>



<p>La nostra mente va educata e saputa usare: si parla infatti di <strong>attenzione selettiva</strong> per indicare la capacità di orientare consapevolmente la nostra attività mentale, operando una selezione privilegiata, distinta dall’<strong>attenzione diffusa </strong>con cui invece allarghiamo il campo percettivo. Saper miscelare la modalità dell’attenzione ci preserva dalle ingiurie del <strong>multitasking </strong>selvaggio che crea stress, errore e dispersione.</p>



<p>Per affinare questa capacità che consente di avere una visione chiara e decidere, occorre sapersi fermare e riflettere (analizzare, ordinare, programmare). Occorre quindi accettare questa <strong>pausa temporanea </strong>necessaria per evitare l’indigestione e la paralisi non produttiva dell’<strong>Overloading informativo</strong>.</p>



<p>La quantità di informazioni che riceviamo viene definita secondo una scala di valutazione che va da <em>utile</em> a <em>fatale</em>, mano a mano che si sfora la <strong>soglia di tolleranza</strong>, passando così dalla <em>buona</em> alla <em>cattiva</em> informazione. Questi fenomeni fanno insorgere stress e dipendenze come quella da internet, in cui l&#8217;individuo è come sovrastato dall&#8217;offerta di informazioni che subisce passivamente senza essere in grado di produrne di nuove.</p>



<p>Questa <strong>proliferazione di informazioni</strong> che ci bombarda, porta a disordine, confusione, frammentazione, rumore (come si dice in gergo), perché le informazioni necessitano di interpretazione e questa non può avvenire in maniera ottimale se siamo travolti, distratti e dispersi in un&#8217;onda molteplice e continua di informazioni.&nbsp;</p>



<p><a href="https://bits.blogs.nytimes.com/2009/12/09/the-american-diet-34-gigabytes-a-day/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nel 2008 l&#8217;Università della California aveva calcolato la dieta abituale di 34 gigabyte di cui si nutre una persona media ogni giorno</a>: il dato è impressionante!</p>



<p>Nelle stime delle informazioni che ogni giorno un manager si trova a gestire, si arriva a un numero dieci volte superiore a questa soglia. Per quanto riguarda una categoria come quella degli ingegneri, si ipotizza che ogni anno siano costretti a leggere per lavoro dalle cinquemila alle ottomila pagine: sono diecimila le pagine oltre le quali si iniziano ad avere effetti di <strong>saturazione</strong>.</p>



<h2><strong>Sindrome da affaticamento informativo</strong></h2>



<p>Dover fronteggiare quantità enormi di informazioni ha portato all&#8217;insorgenza di due disturbi come l&#8217;<em>Information Fatigue Sindrome</em> (IFS) e l&#8217;<em>Information Anxiety</em>. Nel primo caso, la <strong>sindrome da affaticamento informativo</strong>, si attiva una <em>modalità panico</em> che ostacola una interpretazione adeguata delle informazioni. Si riscontra maggiormente nei lavoratori della conoscenza (knowledge workers) e in genere in chi per professione gestisce grandi quantità di informazioni e deve prendere decisioni in tempo veloce, rischiando di diventare meno performanti nel prendere decisioni e fare analisi, oltre a diventare soggetti a frustrazione, ansia, malumore e vari disagi fisici come mal di testa e insonnia.&nbsp;</p>



<p>La seconda, l&#8217;<strong>ansia da informazione</strong>, deriva dalla difficoltà di accesso o comprensione delle informazioni stesse.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="610" src="//i0.wp.com/stefaniafierli.it/wp-content/uploads/2021/11/Information_Overloading_slow-1024x610.jpg" alt="" class="wp-image-3161" srcset="https://www.stefaniafierli.it/wp-content/uploads/2021/11/Information_Overloading_slow-1024x610.jpg 1024w, https://www.stefaniafierli.it/wp-content/uploads/2021/11/Information_Overloading_slow-300x179.jpg 300w, https://www.stefaniafierli.it/wp-content/uploads/2021/11/Information_Overloading_slow-768x457.jpg 768w, https://www.stefaniafierli.it/wp-content/uploads/2021/11/Information_Overloading_slow.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2>Come ci si salva?</h2>



<p>Innanzitutto adottando un <strong>metodo di lavoro</strong> che inizi con il distinguere le componenti superflue da quelle essenziali e poi utilizzando tecniche di classificazione, sintetizzazione, gestione e memorizzazione adeguate a ciascuna area o settore professionale.</p>



<p>Facendo un <strong>check</strong> delle informazioni che si gestiscono nella settimana e nel mese e valutando di volta in volta quali modalità sono più efficaci fra quelle cartacea ed elettronica.</p>



<p>Ma soprattutto sgomberando la mente dall&#8217;idea della omnicomprensione e della perfezione che paralizzano con la loro portata oceanica, che va oltre le possibilità umane.</p>



<p>La capacità di essere incisivi nella realtà, poi, non si affida solo alla conoscenza delle informazioni, ma al sapere come affrontare il nuovo e gestire le domande.</p>



<p>Negli ultimi tempi, sperimentati gli effetti che l’imbarbarimento che lo smart working può portare nelle nostre vite, <a href="https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2021-0021_IT.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che introduce il diritto alla disconnessione una volta terminato l’orario di lavoro</a>.&nbsp;</p>



<p>L&#8217;invito quindi è a godersi il viaggio in modalità <strong>slow</strong>, perché non siamo macchine, assaporando la vita con i suoi ritmi naturali, sapendo scartare, scremare e selezionare le informazioni e sapendo preservare la vita personale con un tempo di qualità.</p>



<p>Nella vita, come nella musica, le <strong>pause</strong> sono fondamentali!</p>



<p>Come usi il tuo tempo? Ottimizzi l&#8217;assimilazione di informazioni? Possiamo sviluppare un metodo per te e la tua azienda, che ottimizzi tempi e procedure. <strong>Scrivimi</strong> usando il bottone qua sotto.</p>
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