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	<title>leadership &#8211; Stefania Fierli</title>
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		<title>L&#8217;importanza del Company Profile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefania Fierli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Dec 2021 15:14:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le aziende di successo riescono a comunicare la propria identità sapendo miscelare la realtà tangibile dei loro prodotti o servizi con l&#8217;universo simbolico legato all’immaginario che si riesce a creare attorno a un brand. Questo valore immateriale, adeguatamente comunicato,si riverbera facendo percepire l’identità e la filosofia aziendale in modo che si veicolino non solo l’appeal &#8230;</p>
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<p class="has-drop-cap">Le aziende di successo riescono a comunicare la propria identità sapendo miscelare la realtà tangibile dei loro prodotti o servizi con l&#8217;<strong>universo simbolico</strong> legato all’<strong>immaginario</strong> che si riesce a creare attorno a un <strong>brand</strong>.</p>



<p>Questo <strong>valore immateriale</strong>, adeguatamente comunicato,si riverbera facendo percepire l’<strong>identità</strong> e la <strong>filosofia aziendale</strong> in modo che si veicolino non solo l’<em>appeal</em> legato alla <strong>Brand Identity</strong> e al cosiddetto <strong><em>tono di voce</em></strong>, ma anche i <strong>valori</strong> e le <strong>prassi virtuose</strong>.</p>



<h2><strong>Che cos’è il Company Profile</strong></h2>



<p>Il Company Profile di un’azienda, come suggerito dalla locuzione anglofila, è un documento che descrive i tratti salienti da cui poter dedurre chiaramente l’<strong>identità </strong>aziendale. Avere un’identità precisa per un’azienda è indispensabile e per questo il documento deve contenere:&nbsp;</p>



<ul><li>le immancabili <strong>Vision</strong> e<strong> Mission</strong></li><li>il <strong>System Value</strong>, il sistema dei<strong> valori aziendali </strong>che faccia capire a quale tipo di cultura organizzativa l’azienda guardi e quali sono gli schemi di riferimento, di tipo ideale o ideologico, che forniscono alle persone la giustificazione della propria attività</li><li>Il <strong>codice etico</strong>, ispirato da una <strong>responsabilità diffusa e sociale </strong>(Corporate Social Responsibility), con cui si integrano preoccupazioni di natura etica all’interno della visione strategica d’impresa, in modo da gestire efficacemente le problematiche di impatto sociale ed etico al proprio interno e nelle zone di attività, monitorando e rispondendo alle aspettative economiche, ambientali, sociali di tutti i portatori di interesse (stakeholders)</li><li>alcuni cenni alla <strong>storia </strong>dell’azienda e ai <strong>fondatori</strong></li><li>i riferimenti all’<strong>eccellenza distintiva</strong>&nbsp;</li><li>le <strong>declinazioni del brand</strong>.</li></ul>



<p>Possedere questo documento non è un valore di per sé, se questo non corrisponde veramente alla realtà dell’esistente, se contiene formule vuote e di rito o, peggio, che seguano le varie mode che ciclicamente si avvicendano. Il Company Profile deve essere <strong>autenticamente aderente alla realtà</strong> che l’azienda rappresenta nel mondo, soprattutto attraverso le <strong>Best Practice</strong>, l’adozione delle quali permette l’ottimizzazione dei processi interni, la qualità del <a href="https://www.stefaniafierli.it/benessere-organizzativo-fra-welfare-engagement-maggiordomi-e-carta-igienica/"><strong>clima aziendale e del benessere organizzativo</strong></a>, la corrispondenza fra organigramma e reali operatività, che generano, a loro volta, <strong>dinamismo organizzativo </strong>e <strong>cultura di impresa</strong>. Si tratta di una vera e propria filigrana preziosa, simbolo del livello di sviluppo.<br></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="//i0.wp.com/stefaniafierli.it/wp-content/uploads/2021/12/Company_Profile_Fierli2-1-1024x576.jpeg" alt="" class="wp-image-3243" srcset="https://www.stefaniafierli.it/wp-content/uploads/2021/12/Company_Profile_Fierli2-1-1024x576.jpeg 1024w, https://www.stefaniafierli.it/wp-content/uploads/2021/12/Company_Profile_Fierli2-1-300x169.jpeg 300w, https://www.stefaniafierli.it/wp-content/uploads/2021/12/Company_Profile_Fierli2-1-768x432.jpeg 768w, https://www.stefaniafierli.it/wp-content/uploads/2021/12/Company_Profile_Fierli2-1-1536x864.jpeg 1536w, https://www.stefaniafierli.it/wp-content/uploads/2021/12/Company_Profile_Fierli2-1.jpeg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2><strong>Come si realizza il Company Profile</strong></h2>



<p>Per realizzare un Company Profile occorre avere le idee chiare su chi si è e su chi si vuole diventare: farsi affiancare da professionisti esterni aiuta nel fare il primo sforzo di narrazione, per essere visti e percepiti da chi non vive l’azienda tutti i giorni e quindi può osservare con occhio distaccato e più oggettivo. In questo modo si riescono a focalizzare i vari step, <strong>coinvolgendo varie funzioni</strong> e, laddove sia possibile, i <strong>collaboratori</strong> stessi, che di quell’azienda fanno parte integrante, per instaurare un dialogo proficuo, che spesso ha un <strong>alto valore formativo</strong>, di scambio e di presa di coscienza.</p>



<h2><strong>Perché ogni azienda dovrebbe avere il proprio Company Profile</strong></h2>



<p>Dove esistono solo le <strong>strategie di business </strong>e l’<strong>identità aziendale</strong> non è ben chiara, si lavora in maniera debole e impoverita. Le strategie, gli obiettivi e l’identità dovrebbero procedere insieme con una <strong>coerenza interna</strong>,che incarni i <strong>principi etici </strong>nelle <strong>pratiche aziendali</strong>.</p>



<p>Questo tipo di cultura crea un <strong>valore aggiunto </strong>non solo per l’azienda in sé ma anche per l’esperienza di chi vi lavora tutti i giorni, in termini di <strong>motivazione</strong> e <strong>commitment</strong>.</p>



<h2><strong>Company Profile e Storytelling</strong></h2>



<p>Saper <strong>narrare una storia</strong> che abbia l’azienda come <strong>protagonista</strong>, significa conoscere le dinamiche del <strong>pensiero organizzativo </strong>e saper pensare in <strong>chiave metaforica</strong>.</p>



<p>Nel fare questo si mobilitano energie che si dirigono sia all’<strong>esterno</strong> che all’<strong>interno</strong>: saper narrare la propria storia ai <strong>collaboratori</strong> e agli <strong>stakeholders</strong> significa creare un collante che ne sancisce e rafforza l’<strong>appartenenza</strong>; mentre la comunicazione verso il <strong>target</strong> è vitale per continuare a tessere un dialogo con gli interlocutori giusti.</p>



<h2><strong>Come si utilizza il Company Profile</strong></h2>



<p>Sia nella forma cartacea, che nella versione digitale, il Company Profile accompagna i vari momenti della vita di un’azienda. In quanto condensato della<strong> <em>reason why</em></strong> il Company Profile è utilissimo a vari fini pratici:</p>



<ul><li>per il <a href="https://www.stefaniafierli.it/job-recruiting-tutto-inizia-da-qui/"><strong>Recruiting e per le pratiche di Onboarding</strong></a>, ossia per aiutare il personale di nuova assunzione a entrare adeguatamente nel <strong>ruolo</strong> e nel <strong>sistema delle attese</strong>, sia in merito alle competenze tecniche che alle <a href="https://www.stefaniafierli.it/cosa-sono-le-soft-skills/"><strong>Soft Skills</strong></a></li><li>per aiutare l’implementazione di <strong>policies</strong>, fungendo da punto di ispirazione ai valori fondativi nelle linee di condotta</li><li>per impostare politiche di <strong>Talent Management</strong>,<strong>Diversity &amp; Inclusion</strong>,<strong> Learning Organization </strong>e <strong>Knowledge Sharing</strong></li><li>per adeguare gli stili di <a href="https://www.stefaniafierli.it/la-leadership-ai-tempi-del-coronavirus/"><strong>Leadership</strong></a> e definire i percorsi di <strong>carriera</strong>&nbsp;</li><li>per illustrare i propri <strong>punti di forza</strong> a partner e clienti, sia durante le trattative che durante convention e fiere, nonché nella propria comunicazione istituzionale, compresa quella sul web</li></ul>



<h2><strong>Comunicare il valore</strong></h2>



<p>Il modo di presentarsi, nel reale come nel virtuale, determina la <strong>Corporate Reputation</strong>: ecco perché per ogni azienda il lavoro sul Company Profile si rivela fruttuoso e prezioso. Porre gli attori della vicenda aziendale tutta in un processo dinamico di <strong>co-creazione</strong> dell’identità, significa comunicare alle persone e al mercato il <strong>valore del proprio agire</strong>.</p>



<p>Se la tua azienda ha già un Company Profile ma lo vuoi rendere attuale, oppure se lo vuoi creare da zero <strong>contattami</strong> usando il bottone qua sotto.</p>
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		<title>La leadership ai tempi del coronavirus: le vite degli altri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefania Fierli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jul 2021 15:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi si interessa di letteratura manageriale e formazione, avrà fatto sicuramente indigestione della parola leadership che negli anni abbiamo visto declinata in qualunque maniera, condita in ogni salsa e strumentalizzata per affermare tutto e il contrario di tutto. Da un lato i leader, politici e aziendali, sono diventati presenze ammantate di un&#8217;aura magica e salvifica, &#8230;</p>
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<p class="has-drop-cap">Chi si interessa di letteratura manageriale e formazione, avrà fatto sicuramente indigestione della parola <strong><em>leadership</em></strong> che negli anni abbiamo visto declinata in qualunque maniera, condita in ogni salsa e strumentalizzata per affermare tutto e il contrario di tutto. Da un lato i leader, politici e aziendali, sono diventati presenze ammantate di un&#8217;aura magica e salvifica, sintomo di un bisogno ancestrale che si fa sentire anche in un mondo secolarizzato che ha perduto il senso del sacro; dall&#8217;altro si è creata l&#8217;aspettativa che crescere professionalmente volesse dire crescere spiritualmente, mescolando drammaticamente piani diversi della vita.</p>



<h2><strong>Facilitatori di processi&nbsp;</strong></h2>



<p>Al di là di tutte le teorie che si potrebbero citare, una cosa mi sembra centrale nella riflessione che si è fatta negli ultimi venti anni e ci deve far riflettere soprattutto nella fase pandemica: i leader devono diventare sempre più <strong>facilitatori di processi </strong>e meno prescrittori, per esercitare una leadership moderna, evoluta, adulta, al di là delle etichette del leader ora carismatico, ora assertivo.</p>



<p>Quando è arrivata la pandemia, molti imprenditori, direttori, manager, team leader hanno dovuto gestire la propria vita lavorativa e anche quella di tutte le persone che coordinano, facendosi carico di una situazione drammatica e inaspettata, avvalendosi degli strumenti che si sono trovati a disposizione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="//i0.wp.com/stefaniafierli.it/wp-content/uploads/2021/11/La_leadership_ai_tempi_del_coronavirus_le_vite_degli_altri_empowerment-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-3148" srcset="https://www.stefaniafierli.it/wp-content/uploads/2021/11/La_leadership_ai_tempi_del_coronavirus_le_vite_degli_altri_empowerment-1024x683.jpeg 1024w, https://www.stefaniafierli.it/wp-content/uploads/2021/11/La_leadership_ai_tempi_del_coronavirus_le_vite_degli_altri_empowerment-300x200.jpeg 300w, https://www.stefaniafierli.it/wp-content/uploads/2021/11/La_leadership_ai_tempi_del_coronavirus_le_vite_degli_altri_empowerment-768x512.jpeg 768w, https://www.stefaniafierli.it/wp-content/uploads/2021/11/La_leadership_ai_tempi_del_coronavirus_le_vite_degli_altri_empowerment-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.stefaniafierli.it/wp-content/uploads/2021/11/La_leadership_ai_tempi_del_coronavirus_le_vite_degli_altri_empowerment-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Le domande che più spesso mi sono state poste, e su cui ho incentrato la mia attività nel lockdown, riguardavano la <strong>gestione di team </strong>non in presenza, come assegnare i carichi di lavoro e come controllare. Sì perché, inutile negarlo, il<em> command and control </em>è ancora una tentazione alla quale è difficile resistere e perché fidarsi è davvero arduo, specialmente se le persone non si trovano nelle immediate vicinanze e la <strong>delega</strong> che si è abituati a elargire è sempre soggetta a verifica stringente.</p>



<p>Eppure, come al solito, si assiste al francamente stucchevole ricorso alla retorica dell&#8217;ostentazione plateale delle scelte, come se fossero dettate dalla fiducia e dalla delega ai propri team — spesso con formule altisonanti, sempre e rigorosamente in inglese — ma è solo un trucco.&nbsp;</p>



<p>Questo meccanismo ci fa ben comprendere le <a href="https://www.salon.com/2020/10/05/corona-fied-employers-are-now-spying-on-remote-workers-in-their-homes_partner/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">notizie sciagurate che arrivano dall&#8217;America</a> e che ovviamente ci riguardano o ci riguarderanno a breve, vista l&#8217;emulazione che sempre avviene delle mode di oltreoceano: si sta affermando, infatti, la prassi aziendale di utilizzare servizi informatici che consentono il monitoraggio serrato delle prestazioni dei lavoratori in smart working, al fine di verificarne la produttività.</p>



<h2><strong>Empowerment?</strong></h2>



<p>Si è registrato un aumento spropositato delle vendite di app e software aziendali per monitorare l&#8217;attività dei dipendenti: pagine web visitate, email, trasferimenti di file, applicazioni usate e addirittura i movimenti del mouse, la pressione sui tasti della tastiera, la geolocalizzazione, fino alle foto scattate dalla webcam per verificare la presenza del dipendente alla postazione. Alcuni di questi sistemi possono essere installati anche segretamente sui computer dei lavoratori e i resoconti delle azioni sono catalogati sotto categorie come <em>produttiva</em> o <em>improduttiva</em>, con l&#8217;opzione di non considerare retribuibile il tempo di inattività tecnologica. Come si può ben capire, in questi casi si deroga ad ogni tutela della privacy, si rinuncia apertamente a instaurare un rapporto di fiducia e a ogni possibilità di vera delega; si rinuncia alla valutazione globale e complessa delle competenze e all&#8217;adesione alla filosofia dell&#8217;<strong><em>empowerment</em></strong>. Per ironia del destino, sono proprio queste le strategie che più spesso vengono evocate dalle aziende nei loro post di autopromozione sui social!</p>



<h2><strong>Fiducia, appartenenza, motivazione</strong></h2>



<p>Sarebbe raccomandabile, invece, non giocare con <em>le vite degli altri</em>, per citare il titolo di un bellissimo quanto amaro film, non cercare di manipolare le persone né psicologicamente né tecnologicamente, perché se si vuole far leva su sentimenti come <strong>fiducia</strong>, <strong>appartenenza</strong>, <strong>motivazione </strong>è necessario essere onesti e autentici e compiere un percorso che sia sempre reciproco.</p>



<p><strong>Contattami</strong> usando il bottone qua sotto, per ragionare insieme sul percorso di formazione o coaching più utile per l&#8217;evoluzione della tua carriera.</p>
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