Stefania Fierli

Cosa sono le soft skills?

Alzi la mano chi, davanti all’ennesimo panegirico su empatia e resilienza, non sente nella testa partire il ritornello di una nota canzone di Battisti: «Ancora tu, ma non dovevamo vederci più?».

Al solito, tutto quello che diventa mainstream diventa al tempo stesso insopportabile e in un moto improvviso di rifiuto si rischia di buttare via lo sciagurato bambino insieme all’acqua sporca.

In questo tempo difficile soft skills come empatia e resilienza possono invece tornarci molto utili. 

Aver portato a bordo queste competenze prima della burrasca che ci ha travolti, oggi fa la differenza fra chi sa fronteggiare un evento così impattante sulla vita dell’intero pianeta e chi invece ne è rimasto emotivamente travolto.

Con l’espressione soft skills si fa riferimento a quelle competenze impalpabili che rivelano l’indole e i valori personali. Può essere dunque utile tornare su queste parole, magari logore, per estrarne l’essenza.

La maniera di comunicare determina il sapersi relazionare in maniera costruttiva, con gli altri e con sé stessi, che parte dall’ascolto. È da qui che si gettano le basi per l’intelligenza emotiva — cioè il saper identificare, accettare e gestire con consapevolezza le proprie emozioni in maniera armonica —, di cui l’empatia — il saper sentire quello che prova l’altro per costruire relazioni nutrienti — costituisce una tappa nobile.

Il dialogo con noi stessi si fa poi vitale nei momenti difficili, che possono renderci resilienti se sappiamo approfittare anche delle sconfitte per rafforzarci.

Queste predisposizioni ci saranno di aiuto, dandoci una visione strategica per saper individuare i problemi e ipotizzare più possibilità di risoluzione (Problem solving); lavorare in gruppo portando il proprio contributo e sapendo apprezzare quello degli altri (Team working); agire con ottimismo, strategia, originalità e un’energia propulsiva che ci porta a giocare di anticipo (Proattività).

Nel privato come nel lavoro le soft skills fanno la vera differenza della vita vissuta con qualità.

Nel silenzio di questi mesi mi sono chiesta cosa volesse dire vivere e incarnare queste competenze nella quotidianità e devo dire che il rigore e l’asciuttezza che ne sono scaturiti mi sono serviti per tenere la bussola nella direzione a me congeniale.