Stefania Fierli

Nuovo mondo, nuovo sito

Durante il lockdown ho potuto dedicarmi alla scrittura con un tempo diverso a disposizione: dilatato, ovattato, sospeso; questo tempo ha reso l’esperienza dello scrivere ancora più preziosa del solito.

Ho deciso di dedicarmi alla scrittura del mio nuovo libro, che uscirà prossimamente, e di aggiornare il mio sito: ho iniziato a ripensarlo per immagini, come sono abituata a fare, per poi passare a scriverne i testi. Scrivere per me ha sempre rappresentato un modo per creare mondi possibili, mondi costruiti con parole che funzionino come simboli che attraverso la loro musicalità diano un senso di verifica dell’esistente.

Così ho impiegato questo momento, drammatico per il mondo intero, come revisione della mia professione, di ciò che avevo fatto fino ad allora, di ciò che stavo facendo nel presente e di ciò che avrei voluto fare in attesa che il mondo trovasse una nuova configurazione. Ho potuto riflettere sull’utilità reale di ciò che propongo da venti anni a persone e aziende, e nel fare questo ho preso decisioni, sintetizzato alcune cose, approfondite altre, risistematizzato e pulito le idee. Ho aggiunto al sito una sezione Blog per poter lasciare spunti sulle cose che mi colpiscono e sull’attualità.

Quello che vale per le persone, vale per le aziende e per la società tutta: le alterne vicende ci conducono attraverso eventi che ci mettono davanti alla nostra abilità di fronteggiamento e di accettazione del cambiamento, passando di complessità in complessità.

Quindi con questo nuovo sito faccio un ulteriore punto di riflessione su chi sono e su chi voglio diventare professionalmente, lasciando andare cose che non mi appartengono più oppure troppo abusate e logore, per far spazio al rinnovamento, ad una sintesi che premi quello che oggi mi appassiona e che ho visto funzionare nella sperimentazione sul campo.

Questo entusiasmo effervescente mi fa ritrovare, in un momento storico molto difficile — dove le certezze più basilari legate alla sopravvivenza vengono rimesse in discussione — la voglia di scrivere, leggere, studiare, condividere usando tutti gli strumenti di lavoro che normalmente adopero con gli altri, come una terapia prima di tutto su me stessa.

In questo tempo incerto che stiamo vivendo stiamo sperimentando modalità diverse di vivere e lavorare. È un tempo che obbliga al cambiamento, a tratti denso e difficile, ma foriero di novità, di quelle innovazioni che erano già necessarie e che la pandemia ha solo accelerato.

Negli anni ho portato nei miei percorsi di formazione, consulenza e coaching i simboli, il gioco, il buon cibo condiviso, il rilassamento, il cinema, l’arte, il volontariato. Adesso la riflessione che nel mio settore si è chiamati a fare è sul come gestire questa transizione pandemica e quali saranno i cambiamenti irreversibili, nella progettazione e nella didattica, a partire dalla scelta delle modalità di erogazione in presenza, da remoto e blended. 

La formazione avrà nel prossimo futuro un ruolo ancora più strategico e a tal fine, per aiutare le PMI, sono stati istituiti fondi a sostegno delle aziende. Sarà necessario ripartire dalle persone per dare nuova linfa al mercato, investendo nella formazione così da migliorare sia le competenze tecnico-professionali che le abilità emotive e relazionali.

Per me questa riflessione passa improrogabilmente dal bisogno di una rinnovata alleanza fra la vita pratica e i principi etici in cui credo. Essere parte attiva nella formazione delle persone rappresenta per me una grande responsabilità che cerco di assolvere con il massimo di scrupolo e coscienza. In questa nuova fase credo che sia doveroso preparare un’offerta formativa che tenga conto in modo autentico dei bisogni delle persone, delle vicissitudini interiori che hanno vissuto in questa sfida epocale e delle tensioni esterne che sono tenuti ad affrontare ogni giorno.

Per fare questo è necessaria una lettura critica della realtà e dell’attualità, della psiche come dei cambiamenti sociali.