Stefania Fierli

Siate smarriti, siate malinconici

Essere smarriti e malinconici sembra un tabù in questo mondo che invita a mostrare le luci e a vergognarsi delle ombre. 

Io lo sono smarrita, come tutti, malinconica anche, ed è bellissimo. Anche i sentimenti crepuscolari sono il motore della vita. 

«Non ci si libera di una cosa evitandola, ma soltanto attraversandola», scriveva Cesare Pavese. Bisogna imparare ad avere il coraggio di guardare le cose in faccia. E a dargli un nome, preciso! Questo aiuta a prendere fiducia nella vita, vissuta come un’avventura.

Anche Dante inizia la sua Commedia con lo smarrimento, perso in una selva oscura. Ciò costituisce la condizione essenziale per ogni partenza e per lasciare che le mete si definiscano strada facendo.

Davanti ai cambiamenti epocali che stiamo vivendo occorre cercare nuove risposte.

Aver sperimentato la fragilità rimette al centro l’importanza della cura: di sé, degli altri, del mondo.

Ci sono consapevolezze che hanno bisogno di tempo per sedimentarsi, che necessitano di un ascolto autentico per attuare il quale spesso è necessario sapersi sintonizzare sul silenzio interiore.

Sicuramente un tempo nuovo verrà e, tenendo conto delle lezioni che sapremo apprendere da questa vicenda, sarà un tempo aumentato di senso.